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Condono edilizio: la sanatoria non ferma il risarcimento danni

Una società comproprietaria di un immobile ha citato in giudizio gli eredi della precedente proprietaria per ottenere la demolizione di manufatti abusivi e il risarcimento dei danni. Il Tribunale ha sospeso il processo in attesa dell’esito del ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il diniego di condono edilizio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che il condono edilizio produce effetti solo nei rapporti tra costruttore e Pubblica Amministrazione. Esso non pregiudica i diritti dei terzi danneggiati dall’abuso. Di conseguenza, non sussiste alcuna pregiudizialità che giustifichi la sospensione del giudizio civile, che deve quindi proseguire.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 6998 Anno 2022
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Pubblicato il 12 luglio 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Il caso: abusi immobiliari e la richiesta di risarcimento

La comproprietà di un immobile può generare conflitti complessi, specialmente quando emergono irregolarità costruttive del passato. Una società ha acquistato una quota di un compendio immobiliare e ha scoperto la presenza di manufatti abusivi realizzati dalla precedente proprietaria. Per tutelare il proprio diritto, la società ha avviato una causa civile contro gli eredi della costruttrice. La richiesta principale consisteva nella demolizione delle opere abusive e nel risarcimento dei danni in forma specifica (il ripristino dello stato originario dei luoghi). Gli eredi si sono opposti alla domanda. Essi hanno eccepito che pendeva un ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il diniego di condono edilizio emesso dal Comune. Il Tribunale di primo grado ha deciso di sospendere il processo civile. Secondo il giudice di merito, l’accertamento dell’abusività delle opere dipendeva dalla decisione amministrativa finale sul condono edilizio. La società ha quindi proposto ricorso in Cassazione per ottenere l’immediata prosecuzione della causa.

Gli effetti del condono edilizio sui rapporti di vicinato

La questione centrale riguarda l’efficacia della sanatoria amministrativa nei rapporti tra privati. Il condono edilizio rappresenta un provvedimento con cui la Pubblica Amministrazione rinuncia a punire un illecito urbanistico. Questo provvedimento estingue i reati penali e le sanzioni amministrative. Tuttavia, la sanatoria opera esclusivamente sul piano pubblicistico, ovvero nel rapporto verticale tra il cittadino e lo Stato. La concessione o il diniego del condono edilizio non possono in alcun modo eliminare o sanare la lesione dei diritti soggettivi dei terzi confinanti o comproprietari. Chi subisce un danno a causa di una costruzione abusiva conserva sempre il diritto di agire in sede civile. Il privato può chiedere la demolizione dell’opera o il risarcimento del danno, indipendentemente dalle decisioni del Comune.

Il ricorso straordinario e la sospensione del processo

Il Tribunale aveva sospeso il giudizio applicando la sospensione necessaria (l’arresto temporaneo del processo previsto dal codice di procedura). Questa misura si applica quando la decisione di una causa dipende dalla risoluzione di un’altra controversia pregiudiziale. Gli eredi sostenevano che il ricorso straordinario al Capo dello Stato avesse natura puramente amministrativa e non giurisdizionale. La Corte di Cassazione ha chiarito questo aspetto procedurale fondamentale. Il decreto presidenziale che decide il ricorso straordinario, su parere conforme del Consiglio di Stato, ha una natura sostanzialmente giurisdizionale (pari a una sentenza di un giudice). Di conseguenza, in teoria, un processo civile potrebbe essere sospeso in attesa della decisione su un ricorso straordinario. Tuttavia, questa sospensione richiede un legame di pregiudizialità reale ed effettiva tra le due cause.

Le motivazioni della sentenza sul condono edilizio

Nelle motivazioni della sentenza sul condono edilizio, la Suprema Corte ha escluso la sussistenza di una pregiudizialità necessaria. I giudici di legittimità hanno evidenziato che il giudice ordinario (il giudice civile) mantiene un autonomo potere di valutazione del danno. Questo potere sussiste anche nell’ipotesi in cui l’amministrazione conceda la sanatoria delle violazioni edilizie. La regolarizzazione delle costruzioni tramite il condono edilizio non incide sui diritti dei terzi direttamente danneggiati dall’attività costruttiva. Il danno subito dal comproprietario per la presenza di manufatti abusivi non viene cancellato dal provvedimento amministrativo favorevole. Pertanto, la decisione del giudice amministrativo sulla legittimità del diniego di condono non condiziona l’esito della causa civile di risarcimento. La sospensione del processo civile disposta dal Tribunale risulta priva di presupposti legali.

Le conclusioni della Cassazione e la ripresa del giudizio

Nelle conclusioni, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dalla società comproprietaria. I giudici hanno annullato l’ordinanza di sospensione emessa dal Tribunale di Massa. La Suprema Corte ha ordinato la prosecuzione del giudizio civile di risarcimento danni. La società dovrà riassumere la causa davanti al giudice di primo grado entro i termini stabiliti dalla legge. Le spese del giudizio di legittimità sono state interamente compensate tra le parti in ragione della complessità delle questioni trattate. Questa decisione conferma un principio fondamentale a tutela della proprietà privata. La pendenza di procedure amministrative di condono edilizio non può bloccare la tutela giurisdizionale dei privati danneggiati da abusi edilizi.

La sanatoria edilizia cancella il diritto del vicino a chiedere il risarcimento dei danni?
No, il condono edilizio produce effetti solo nei rapporti tra il costruttore e la Pubblica Amministrazione, lasciando intatti i diritti dei terzi danneggiati dall’abuso.

Si può sospendere una causa civile in attesa dell’esito di un condono edilizio?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che non esiste un rapporto di pregiudizialità necessaria, quindi il processo civile per risarcimento deve proseguire.

Che valore ha il ricorso straordinario al Capo dello Stato rispetto a un processo civile?
Il ricorso straordinario ha natura sostanzialmente giurisdizionale, ma la sua pendenza non giustifica la sospensione del processo civile se non vi è pregiudizialità reale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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