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Competenza territoriale codice della strada: decide il luogo

Un automobilista ha proposto opposizione contro un verbale per violazione del codice della strada commessa sull’autostrada A14 nel territorio di Bitonto. Il verbale era stato redatto dal Centro Nazionale Accertamento Infrazioni di Roma. Il Giudice di Pace di Bari ha dichiarato la propria incompetenza a favore di quello di Roma, il quale ha sollevato conflitto di competenza. La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza territoriale codice della strada appartiene inderogabilmente al giudice del luogo in cui l’infrazione è stata commessa (locus commissi delicti). Spostare la competenza nel luogo in cui ha sede l’ufficio che redige il verbale violerebbe il principio di prossimità e lascerebbe la scelta all’arbitrio dell’amministrazione. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato la competenza del Giudice di Pace di Bari.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 8030 Anno 2022
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Pubblicato il 13 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

La competenza territoriale codice della strada nel mirino della Cassazione

La determinazione del giudice corretto a cui presentare un ricorso contro una multa stradale rappresenta un passaggio fondamentale per ogni cittadino. Molto spesso sorgono dubbi su quale sia l’ufficio giudiziario a cui rivolgersi, specialmente quando l’infrazione avviene in un luogo lontano dalla sede dell’organo che accerta la violazione. La Corte di Cassazione ha affrontato questo tema delicato, chiarendo in modo definitivo le regole sulla competenza territoriale codice della strada per evitare che i cittadini debbano affrontare trasferte ingiustificate per difendere i propri diritti.

Il caso dell’infrazione autostradale e il conflitto tra giudici

La vicenda nasce da un verbale di contestazione elevato a un automobilista per una violazione commessa lungo l’autostrada A14, precisamente nel territorio del Comune di Bitonto, in provincia di Bari. Tuttavia, la redazione materiale del verbale di accertamento è avvenuta a Roma, presso il Centro Nazionale Accertamento Infrazioni. L’automobilista ha deciso di impugnare la sanzione e ha presentato il ricorso davanti al Giudice di Pace di Bari, ritenendolo il giudice naturale del luogo in cui era avvenuto il fatto.

Il Giudice di Pace di Bari ha però rifiutato la causa, sostenendo che la competenza spettasse al Giudice di Pace di Roma, in quanto l’ufficio che aveva materialmente redatto il verbale si trovava nella capitale. Una volta riassunta la causa a Roma, anche il giudice romano ha rifiutato la competenza e ha sollevato un conflitto formale davanti alla Corte di Cassazione per risolvere lo stallo.

Perché il luogo dell’infrazione prevale sull’ufficio che redige il verbale

La questione centrale riguarda la scissione tra il luogo fisico in cui l’automobilista commette l’infrazione e il luogo in cui l’autorità pubblica elabora e redige il verbale di contestazione. Se si applicasse il criterio dell’ufficio verbalizzante, l’amministrazione potrebbe spostare a proprio piacimento la competenza geografica dei ricorsi, semplicemente accentrando la gestione dei verbali in un’unica sede nazionale.

Questo meccanismo costringerebbe i cittadini a fare causa in città lontanissime dal luogo dell’evento o dalla propria residenza. La legge vuole invece garantire il principio di prossimità, che avvicina la giustizia al territorio in cui i fatti si sono effettivamente verificati. Il giudice del luogo in cui è avvenuta l’infrazione è quello più idoneo a valutare le circostanze specifiche del caso.

Le motivazioni della Cassazione sulla competenza territoriale codice della strada

I giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso e hanno confermato che la competenza territoriale codice della strada appartiene inderogabilmente al giudice del luogo in cui l’infrazione è stata commessa. La Corte ha spiegato che il criterio fondamentale è il cosiddetto luogo del commesso illecito (locus commissi delicti). Questo criterio non può essere modificato o aggirato dalla scelta organizzativa dell’amministrazione pubblica di redigere i verbali in un ufficio centralizzato situato in un’altra città.

Consentire una soluzione diversa significherebbe ledere la natura inderogabile della competenza del giudice. Inoltre, si creerebbe una competenza artificiale a favore di un giudice totalmente estraneo al territorio in cui si è consumata la violazione stradale. La vicinanza del giudice al luogo del fatto garantisce una migliore difesa per il cittadino e una più agevole ricostruzione dei fatti.

Le conclusioni sul giudice competente per le multe stradali

La decisione della Cassazione stabilisce un principio di equità e chiarezza per tutti gli automobilisti. La competenza spetta definitivamente al Giudice di Pace di Bari, davanti al quale la causa deve ora proseguire. Questo provvedimento impedisce che l’organizzazione interna della pubblica amministrazione si traduca in un ostacolo pratico per il diritto di difesa dei cittadini. Chi riceve una multa per un’infrazione commessa in autostrada deve quindi fare riferimento al giudice del luogo in cui è avvenuto il fatto, indipendentemente da dove si trovi l’ufficio che ha spedito il verbale.

Quale giudice è competente per impugnare una multa stradale?
La competenza spetta esclusivamente al giudice di pace del luogo in cui è stata commessa l’infrazione stradale.

Cosa succede se l’ufficio che ha redatto il verbale si trova in un’altra città?
La sede dell’ufficio che redige o spedisce il verbale non influisce sulla competenza, che rimane legata al luogo del fatto.

Perché la competenza non può essere stabilita in base alla sede dell’amministrazione?
Per evitare che l’amministrazione scelga arbitrariamente il giudice, allontanando il cittadino dal suo giudice naturale di prossimità.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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