\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Clausola compromissoria societaria: l’ex evita la maxicondanna

La Società ha promosso un arbitrato contro l’ex Amministratore, accusandolo di concorrenza sleale per aver deviato clienti dopo la fine del suo mandato. L’arbitro ha condannato l’ex Amministratore a risarcire 3,5 milioni di euro. La Corte d’Appello ha confermato la condanna, ritenendo valida la clausola compromissoria societaria contenuta nello statuto. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell’ex Amministratore. I giudici hanno stabilito che la clausola compromissoria societaria copre solo la responsabilità contrattuale legata al rapporto di amministrazione. Gli atti di concorrenza sleale compiuti dopo la cessazione della carica rientrano nella responsabilità extracontrattuale e, in mancanza di un accordo espresso, non possono essere decisi dagli arbitri. La sentenza è stata cassata con rinvio.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 4335 Anno 2022
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 9 luglio 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile

La clausola compromissoria societaria e i limiti del potere degli arbitri

La gestione delle controversie all’interno di una compagine aziendale richiede spesso strumenti rapidi ed efficaci. Tra questi, la clausola compromissoria societaria rappresenta una scelta frequente per devolvere le liti a un collegio arbitrale privato anziché al tribunale ordinario. Tuttavia, l’efficacia di questo strumento non è illimitata e deve rispettare confini precisi, soprattutto quando la disputa sorge dopo che il rapporto di amministrazione è giunto al termine. La Corte di Cassazione ha recentemente chiarito l’ambito di applicazione di tale clausola, tracciando una netta linea di demarcazione tra i doveri contrattuali dell’amministratore in carica e le condotte illecite successive alla fine del mandato.

Il caso: la deviazione dei clienti e la maxicondanna dell’ex amministratore

La vicenda trae origine dall’iniziativa di una società che ha attivato la procedura arbitrale contro un proprio ex amministratore. L’accusa mossa nei confronti del professionista riguardava lo sviamento di un importante rapporto commerciale a favore di una nuova realtà aziendale in fase di costituzione. Secondo la ricostruzione della società, l’ex amministratore avrebbe sfruttato informazioni riservate apprese durante il mandato per sottrarre clientela. L’arbitro unico ha accolto la domanda della società, condannando l’ex amministratore al pagamento di un risarcimento milionario. Nei successivi gradi di giudizio, i tribunali ordinari hanno confermato la validità del lodo (la decisione dell’arbitro), respingendo le opposizioni del professionista condannato. L’ex amministratore ha quindi proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione per contestare il potere decisionale dell’arbitro.

La differenza tra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale

Il nodo centrale della controversia risiede nella qualificazione giuridica del comportamento contestato all’ex amministratore. La responsabilità contrattuale si configura esclusivamente in relazione alle condotte tenute durante lo svolgimento del rapporto di gestione. Al contrario, i comportamenti lesivi posti in essere dopo la cessazione della carica non violano il contratto di mandato, ma integrano una responsabilità extracontrattuale basata sul principio generale del non danneggiare gli altri (neminem laedere). La sottrazione di clientela e la concorrenza sleale realizzate dopo la fine del rapporto societario rientrano in quest’ultima categoria. Di conseguenza, l’utilizzo di informazioni riservate per stornare clienti costituisce un illecito civile comune e non una violazione dei doveri societari interni.

Le motivazioni della Cassazione sulla clausola compromissoria societaria

Nelle motivazioni della decisione, i giudici di legittimità hanno analizzato la portata della clausola compromissoria societaria inserita nello statuto dell’azienda. La Corte ha confermato che lo statuto di una società di capitali può legittimamente prevedere il ricorso all’arbitrato irrituale (contrattuale) per risolvere le liti interne. Tuttavia, la clausola statutaria che fa riferimento ai diritti disponibili relativi al rapporto sociale deve essere interpretata in modo restrittivo. In assenza di una espressa e contraria volontà delle parti, tale clausola copre soltanto le controversie di natura contrattuale legate alla gestione attiva della società. Gli arbitri non hanno quindi il potere di giudicare fatti successivi alla cessazione del rapporto di amministrazione, poiché tali condotte esulano dal perimetro del rapporto sociale originario.

Le conclusioni della Cassazione sulla responsabilità post-mandato

Le conclusioni della Cassazione hanno sancito la vittoria dell’ex amministratore, con il conseguente annullamento della sentenza d’appello che aveva confermato la condanna risarcitoria. La Suprema Corte ha stabilito che la controversia sulla concorrenza sleale post-mandato non poteva essere decisa dall’arbitro unico, mancando una specifica estensione della clausola compromissoria societaria alla responsabilità extracontrattuale. Il caso dovrà ora essere riesaminato dalla Corte d’Appello in diversa composizione, la quale dovrà applicare il principio di diritto enunciato. Questa pronuncia offre un importante chiarimento per le imprese, evidenziando la necessità di redigere statuti societari estremamente precisi se si desidera estendere la competenza degli arbitri anche alle condotte successive alla fine del mandato gestorio.

La clausola compromissoria societaria inserita nello statuto è sempre valida per l’arbitrato irrituale?
Sì, la clausola è valida anche per l’arbitrato irrituale, a patto che la nomina degli arbitri sia affidata a un soggetto esterno alla società per garantire l’imparzialità della decisione.

Gli arbitri possono decidere sulla concorrenza sleale commessa dall’amministratore dopo la fine del suo incarico?
No, gli illeciti compiuti dopo la cessazione del mandato rientrano nella responsabilità extracontrattuale e non possono essere decisi dagli arbitri, a meno che la clausola non lo preveda espressamente.

Qual è la differenza tra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale per un amministratore?
La responsabilità contrattuale riguarda la violazione dei doveri di gestione durante l’incarico, mentre quella extracontrattuale nasce da comportamenti illeciti generici, come lo storno di clienti, compiuti dopo la fine del rapporto.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati