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Cancellazione del pignoramento e concordato fallimentare

Una società terza ha assunto i debiti di un fallimento tramite concordato, acquisendo gli immobili della procedura. Il giudice delegato ha ordinato la cancellazione del pignoramento trascritto da un creditore prima del fallimento. Il creditore ha impugnato l’ordine, ma il Tribunale ha respinto il reclamo per mancanza di interesse ad agire: l’apertura del fallimento rende improcedibile l’azione esecutiva individuale e l’omologazione del concordato vincola tutti i creditori anteriori. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del creditore, poiché questi non ha contestato specificamente il difetto di interesse ad agire.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 29793 Anno 2022
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Il concordato e la cancellazione del pignoramento

La vicenda analizzata dalla Suprema Corte chiarisce gli effetti del concordato fallimentare sui beni immobili del debitore. Quando interviene un terzo assuntore che acquisisce i beni e paga i debiti concordati, il giudice delegato dispone la cancellazione del pignoramento trascritto sui beni.

Nel caso esaminato, un creditore aveva pignorato un immobile prima del fallimento del debitore. Successivamente, la procedura concorsuale si è chiusa con un concordato con assuntore. Il giudice ha quindi ordinato il trasferimento dei beni e la liberazione degli immobili da ogni vincolo precedente.

Il ricorso del creditore e la cancellazione del pignoramento

Il creditore ha contestato l’ordine del giudice delegato tramite reclamo. Secondo la sua tesi, il giudice non aveva il potere di ordinare la cancellazione del pignoramento senza un’esplicita vendita all’asta o senza contraddittorio preventivo.

Il Tribunale ha respinto le doglianze del creditore. I giudici di merito hanno evidenziato che il creditore non aveva alcun concreto interesse a mantenere in vita la formalità nei registri immobiliari. L’apertura della procedura concorsuale blocca per legge ogni esecuzione individuale e l’omologa del piano vincola indistintamente tutti i crediti sorti prima della procedura.

Le motivazioni: difetto di interesse e obbligatorietà del piano

I giudici di legittimità hanno confermato la decisione del Tribunale, dichiarando inammissibile il ricorso del creditore. Il creditore ha omesso di censurare la motivazione principale della sentenza impugnata, ovvero l’assenza di legittimazione e di interesse pratico ad agire.

La Corte ha ribadito che il pignoramento individuale diventa improcedibile con la dichiarazione di insolvenza. La successiva chiusura del fallimento mediante concordato produce effetti vincolanti per tutti i creditori anteriori. Non esiste dunque alcuna utilità giuridica nel conservare un vincolo esecutivo ormai svuotato di ogni efficacia pratica.

Le conclusioni: la cancellazione del pignoramento è definitiva

La decisione consolida la stabilità dei trasferimenti immobiliari attuati nell’ambito delle procedure concorsuali. Chi acquista beni nell’ambito di un concordato fallimentare ottiene un compendio libero da vincoli ed esecuzioni pendenti.

Il creditore soccombente è stato condannato al pagamento delle spese di lite e al versamento di un ulteriore contributo unificato. La pronuncia conferma che contestare la cancellazione del pignoramento senza un interesse tangibile e spendibile espone la parte a una declaratoria di inammissibilità.

Cosa accade al pignoramento individuale se il debitore fallisce?
L’azione esecutiva individuale diventa improcedibile per legge e il creditore deve insinuarsi al passivo del fallimento per soddisfare le proprie pretese.

Il terzo assuntore acquista gli immobili liberi da gravami?
Sì, una volta adempiuti gli obblighi concordatari, il giudice delegato ordina la cancellazione dei vincoli e dei pignoramenti gravanti sugli immobili.

Perché il creditore non può opporsi alla cancellazione del vincolo?
Perché il concordato omologato è obbligatorio per tutti i creditori anteriori e il vecchio pignoramento non produce più alcun effetto favorevole per il creditore.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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