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Ascensore in Condominio: Diritto all’Estensione o Veto Assembleare?

Un proprietario di un appartamento al quinto piano, ricavato da un ex solaio, ha chiesto al Condominio di estendere l’ascensore e la scala principale fino al suo piano. Il Condominio ha rifiutato. I giudici di primo e secondo grado hanno dichiarato nulle le delibere condominiali, riconoscendo il diritto del proprietario di eseguire le opere a proprie spese, trattandosi di un uso legittimo delle parti comuni e non di un’innovazione che ne alterasse la destinazione. La Corte di Cassazione ha confermato queste decisioni, ribadendo che le opere su parti comuni condominiali per il prolungamento dell’ascensore sono permesse se non alterano la destinazione d’uso e non impediscono agli altri condomini di farne pari uso. Il Condominio ha perso e deve rimborsare le spese legali.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 25090 Anno 2022
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Pubblicato il 4 settembre 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

L’Estensione dell’Ascensore in Condominio: Un Diritto del Proprietario?

La vita in condominio presenta spesso sfide legate all’uso e alla modifica delle parti comuni. Una questione frequente riguarda le opere su parti comuni condominiali, in particolare l’estensione di servizi essenziali come l’ascensore. Questa recente ordinanza della Corte di Cassazione fa chiarezza su un caso specifico, fornendo importanti indicazioni per tutti i condomini. Il caso ha visto contrapporsi un proprietario, che aveva acquistato un appartamento al quinto piano, e il suo condominio, riguardo al prolungamento dell’ascensore e della scala principale.

Il Contesto: Un Appartamento al Quinto Piano e l’Ascensore Mancante

Un proprietario ha acquistato un appartamento situato al quinto piano di un edificio. Originariamente, questo piano era un solaio, poi trasformato in unità abitative. L’edificio disponeva di un ascensore, ma questo arrivava solo fino al quarto piano. Il proprietario ha quindi chiesto al Condominio di poter estendere l’impianto dell’ascensore e la scala principale fino al suo piano, sostenendo che si trattava di un suo diritto per un migliore godimento della proprietà.

La Posizione del Condominio e il Rifiuto delle Opere su Parti Comuni Condominiali

Il Condominio, tuttavia, ha respinto la richiesta del proprietario. Ha sostenuto che l’ascensore e la scala non fossero parti comuni a tutti i condomini o che l’intervento potesse alterare la stabilità e il decoro architettonico dell’edificio. Le delibere assembleari hanno negato l’autorizzazione alle opere su parti comuni condominiali richieste dal proprietario. Questo ha dato il via a un contenzioso legale che ha attraversato tutti i gradi di giudizio.

Il Percorso Giudiziario: Tribunale e Corte d’Appello

Il proprietario ha impugnato le delibere condominiali. Il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso, dichiarando nulle le delibere che negavano il prolungamento dell’ascensore e della scala. Il giudice ha riconosciuto il diritto del condomino di eseguire le opere a proprie spese. La Corte d’Appello di Milano ha confermato questa decisione. Ha ribadito che l’intervento rientrava nell’ambito dell’articolo 1102 del Codice Civile, che permette a ciascun condomino di usare la cosa comune per il proprio migliore godimento, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di farne pari uso. La Corte ha anche escluso che l’intervento costituisse un’innovazione vietata.

La Decisione della Cassazione sulle Opere su Parti Comuni Condominiali

Il Condominio ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la sentenza d’Appello. Ha sostenuto che la Corte non avesse considerato fatti decisivi, come la presunta non comunanza della scala e dell’ascensore per il quinto piano, e i pericoli per la stabilità dell’edificio. Ha anche eccepito una falsa applicazione dell’articolo 1117 del Codice Civile, relativo alle parti comuni.

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Condominio. Ha confermato la correttezza delle decisioni dei giudici precedenti. La Cassazione ha sottolineato che il regolamento condominiale e l’atto di acquisto del proprietario non escludevano la natura comune della scala e dell’ascensore. Ha ribadito che l’appartamento del proprietario si trovava nello stesso corpo di fabbrica servito dall’ascensore.

Le Motivazioni: L’Uso Legittimo delle Parti Comuni

La Cassazione ha motivato la sua decisione richiamando l’articolo 1102 del Codice Civile. Questo articolo consente a ogni condomino di apportare, a proprie spese, modifiche alle parti comuni per un migliore godimento della propria unità immobiliare. L’importante è che tali modifiche non alterino la destinazione d’uso delle parti comuni e non impediscano agli altri condomini di farne pari uso. Nel caso specifico, il prolungamento dell’ascensore e della scala non alterava la loro destinazione, anzi, ne confermava l’utilità, estendendola a un nuovo piano abitativo.

La Corte ha anche esaminato il concetto di “condominio parziale”. Ha chiarito che, anche se alcune parti comuni possono servire solo una porzione dell’edificio, questo non esclude la possibilità di estendere il loro utilizzo se le modifiche non sono lesive. Le modifiche intervenute nel tempo, con la trasformazione dei solai in appartamenti, hanno creato nuove esigenze abitative. La Cassazione ha quindi ritenuto che le opere su parti comuni condominiali proposte fossero pienamente legittime.

Le Conclusioni: Il Diritto del Proprietario Prevale

In conclusione, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Condominio. Ha confermato il diritto del proprietario di estendere l’ascensore e la scala principale fino al quinto piano, a proprie spese. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: le delibere assembleari non possono impedire a un condomino di realizzare opere su parti comuni condominiali che rientrano nell’uso legittimo della cosa comune, purché rispettino i limiti imposti dalla legge. Il Condominio è stato condannato a rimborsare le spese legali ai proprietari. Questa decisione offre un importante precedente per tutti i condomini che intendono migliorare l’accessibilità delle proprie unità immobiliari attraverso l’estensione di impianti esistenti.

Un condomino può estendere l’ascensore fino al proprio piano se questo non è ancora servito?
Sì, un condomino può estendere l’ascensore a proprie spese, purché l’opera non alteri la destinazione delle parti comuni e non impedisca agli altri condomini di farne pari uso.

Cosa si intende per “uso legittimo delle parti comuni” in un condominio?
L’uso legittimo delle parti comuni permette a ciascun condomino di apportare modifiche per un migliore godimento della propria unità immobiliare, senza alterare la destinazione d’uso delle parti comuni o pregiudicare il diritto degli altri condomini.

L’assemblea condominiale può impedire un’opera come il prolungamento dell’ascensore?
L’assemblea non può impedire un’opera che rientra nell’uso legittimo delle parti comuni, a meno che non dimostri che l’intervento alteri la destinazione o impedisca il pari uso agli altri condomini.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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