\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Ammissione al passivo fallimentare: il creditore può scegliere il rango

Un Locatore ha chiesto l’Ammissione al passivo fallimentare per canoni di locazione non pagati e indennità di occupazione da parte di un’Azienda fallita. Il Tribunale aveva escluso il credito post-fallimento, ritenendolo solo prededucibile e non ammissibile in via chirografaria. La Cassazione ha accolto il ricorso del Locatore. Ha stabilito che il Tribunale ha errato nell’escludere totalmente il credito, soprattutto se il curatore fallimentare non aveva impugnato la precedente ammissione parziale. Il creditore può rinunciare alla prededuzione e chiedere l’ammissione chirografaria. La sentenza sottolinea il divieto di reformatio in peius.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 4 settembre 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile

Ammissione al passivo fallimentare: quando il creditore può scegliere

La Corte di Cassazione ha recentemente chiarito importanti principi in materia di Ammissione al passivo fallimentare. Questa sentenza offre spunti cruciali per chi si trova a dover recuperare crediti da un’azienda fallita. Capire come funziona l’ammissione al passivo fallimentare è fondamentale per tutelare i propri diritti. La decisione della Suprema Corte ha ribadito che un creditore può scegliere il rango del proprio credito, anche rinunciando a una posizione più vantaggiosa.

Il caso: affitto non pagato e fallimento

Un Locatore aveva affittato un immobile commerciale a un’Azienda. L’Azienda, dopo aver accumulato debiti per canoni non pagati, è stata dichiarata fallita. Il Locatore ha quindi presentato una domanda per l’Ammissione al passivo fallimentare, chiedendo il riconoscimento dei canoni non versati e di un’indennità per l’occupazione dell’immobile, sia per il periodo precedente che successivo al fallimento. Inizialmente, il Locatore aveva chiesto che il suo credito fosse ammesso in via privilegiata o, in subordine, in via chirografaria (cioè come credito ordinario, senza garanzie speciali).

La decisione del Tribunale e l’errore sulla Ammissione al passivo fallimentare

Il Giudice Delegato, in prima battuta, aveva ammesso solo una parte del credito del Locatore, in via chirografaria, ritenendo il contratto di locazione non opponibile al fallimento. Il Locatore ha proposto opposizione, chiedendo l’ammissione del credito per l’intero importo e, per la prima volta, anche in prededuzione (cioè con priorità di pagamento) per la parte maturata dopo il fallimento. Il Tribunale di Napoli ha parzialmente accolto l’opposizione per i crediti pre-fallimento, ma ha rigettato completamente la richiesta per i crediti post-fallimento. Il Tribunale ha motivato il rigetto sostenendo che il credito post-fallimento fosse di natura prededucibile e che la domanda in prededuzione fosse stata presentata tardivamente. Ha inoltre escluso totalmente il credito, anche se richiesto in via subordinata come chirografario, per una presunta

Cosa significa ‘ammissione al passivo fallimentare’?
L’ammissione al passivo fallimentare è la procedura con cui un creditore chiede al curatore di riconoscere il proprio debito all’interno della procedura di fallimento di un’azienda, per poter essere pagato con i beni liquidati.

Un creditore può scegliere il rango del proprio credito nel fallimento?
Sì, un creditore può rinunciare a un diritto di prelazione (come la prededuzione o il privilegio) e chiedere che il suo credito venga ammesso in un rango inferiore, come quello chirografario, senza che ciò comporti l’esclusione totale del credito.

Cos’è il divieto di ‘reformatio in peius’ in un contesto fallimentare?
Il divieto di reformatio in peius significa che un giudice non può peggiorare la posizione di un creditore che ha impugnato una decisione, se la controparte (ad esempio, il curatore fallimentare) non ha a sua volta presentato un’impugnazione contro la decisione iniziale.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati